(Ansa)

Sì della Camera al decreto legge sulla pubblica amministrazione. Il testo è stato approvato con 286 voti a favore e 132 contrari. Ora la parola tocca al Senato, che ha tempo fino al 23 agosto per convertirlo in legge,

pena la decadenza. Il via libera era praticamente scontato dopo che stanotte la fiducia posta dal Governo era stata votata con 346 sì , 176 no e 10 astenuti.

Primari e professori in servizio fino a 68 anni
Tra le novità introdotte dalla Camera uno stop più soft al trattenimento in servizio per i militari: per i vertici delle forze armate è stato cancellato il limite temporale del 31 dicembre 2015, che resta valido soltanto per i magistrati. Le amministrazioni pubbliche potranno pensionare i dirigenti a 62 anni, ma i primari e i professori universitari l'hanno spuntata: potranno restare in servizio fino a 68 anni. E per ogni docente che andrà via bisognerà assumerne un altro o un ricercatore a tempo determinato. Stretta sulle consulenze: i pensionati potranno farle, ma soltanto per un anno al massimo ed esclusivamente gratuite.

 

Mobilità, i sindacati rientrano in gioco
La mobilità obbligatoria entro i 50 chilometri rimane, ma i sindacati potranno intervenire nella definizione dei criteri. Più leggero l'obbligo per chi ha figli fino a tre anni o con handicap.

 

 

 

Camere di commercio, riforma più morbida
Il taglio dei diritti dovuti dalle imprese alle Camere di commercio è stato rivisto: dal dimezzamento previsto nel testo originario del Dl già dal 2015 si è passati a una scomparsa spalmata su tre anni.

Quota 96: il ripristino c'è ma potrebbe cambiare in Senato
Nel provvedimento è stato confermato il ritorno della somma dell'età anagrafica e dei contributi per il pensionamento con le regole pre-Fornero di quasi 4mila insegnanti, con una copertura garantita da «tagli lineari» già nel 2014 e poi nel 2015. Ma la norma continua a essere a rischio: non piace all'Economia e potrebbe essere cambiata a Palazzo Madama. Proprio questa modifica, tra l'altro, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso per Carlo Cottarelli, commissario alla spending review, che si è detto pronto a lasciare.

© Copyright 2013/2017 Tutti i diritti riservati. Exclusive Agency - P.IVA: 07486220721